gestione condominiale

Sicurezza e Rischi

Sicurezza nel condominio – Legge 46/90

Gli aspetti della sicurezza nel condominio sono essenziali per l’incolumità della persona.
Segue un estratto dei principali aspetti della sicurezza nel condominio.
La prima efficace norma in materia di sicurezza, nell’ambito dell’energia elettrica, risale al 1968 con la legge n.186 del 1 marzo, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 23 marzo 1968 n.77.

  • Legge 1 marzo 1968, n. 186

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  • Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari, installazione e impianti elettrici ed elettronici.
  • Articolo 1: Tutti i materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici devono essere realizzati e costruiti a regola d’arte.
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  • Articolo 2: I materiali, le apparecchiature, i macchinari, le installazioni e gli impianti elettrici ed elettronici realizzati secondo le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano si considerano costruiti a regola d’arte.
  • Questa legge rappresenta l’inizio della regolamentazione in materia di sicurezza negli impianti, nella fattispecie di quelli elettrici. Sebbene costituisse un primo passo importante, non prevedeva però alcuna forma di controllo all’installazione degli impianti elettrici.
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  • Quasi nove anni dopo, il 18 ottobre 1977, è emanata laoverflow:scroll;i che, recependo la direttiva CEE n.73/23 (Gazzetta Ufficiale del 2 novembre 1977 n.298), regolamenta le garanzie di sicurezza per la libera circolazione del materiale elettrico nel Mercato Comune Europeo.
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  • Il 1983 è l’anno del Decreto Ministeriale “elenco delle attività soggette, nel campo dei rischi di incidenti rilevanti, all’esame degli ispettori regionali o interregionali ai sensi dell’art. 19 del DPR 29 luglio 1982, n. 577 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12 dicembre 1983)”, che stabilisce in quali luoghi esiste il rischio di incendio o di esplosione, per cui gli impianti elettrici devono essere realizzati adottando particolari precauzioni.
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  • La norma, però, non prevedeva alcun requisito tecnico-professionale per gli installatori.
    Per questo aspetto si dovrà attendere la legge 46 del 5 marzo 1990 “Norma per la sicurezza degli impianti” il cui regolamento di attuazione fu emanato con il D.P.R. n. 447 del 6 dicembre 1991, ed ancora si dovrà attendere il decretoministeriale del 20 20 febbraio 1992 per il modello di “Dichiarazione di conformità dell’impianto alla regola dell’arte”.
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  • Con la legge 46/90 lo Stato ha regolamentato la sicurezza negli edifici e non solo degli edifici (esclusa la legge 373 del 30 aprile 1976 sugli impianti termici successivamente modificata con la legge n.10 del 9 gennaio 1991).


Ascensori

A partire dal 1° settembre 2009, entro 5 anni, tutti gli impianti ascensoristici installati entro il 24 giugno 1999 dovranno essere sottoposti a una analisi dei rischi. L’eventuale esito negativo di tale analisi potrebbe comportare la prescrizione dell’adeguamento e la contestuale impossibilità di tenere in esercizio l’impianto stesso.


Illuminazione

Si applica il Decreto Ministeriale 268/94 che rimanda alla normativa UNI EN 81, sostituita dalla EN 81-80:2009.

La norma UNI prescive quanto segue: “l’illuminazione naturale o artificiale, a livello del pavimento in prossimità della porta di piano, deve essere non inferiore a 50 lux in modo che l’utente possa vedere cosa succede quando apre la porta di piano per entrare in cantina, anche nel caso di mancanza di illuminazione di questa.”.

Anche i locali comuni di accesso alle cantine devono essere illuminati, anche tenendo conto dell’ambiente in cui l’impianto sarà installato e posto in esercizio.

Nel 1994 è entrata in vigore la norma UNI 10380 (ora sostituita dalla UNI EN 12464-1:2004) e relativa alla “illuminazione con luce artificiale”, applicata agli impianti nuovi e alle trasformazioni degli impianti in essere.

Per gli ambienti condominiali riportiamo i parametri d’illuminazione:

  • Ambiente condominiale Illuminazione media in lux
  • Aree di passaggio 50 – 100 – 150
  • Rampe di scale e ascensori 100 – 150 – 200
  • Locale caldaia 50 – 100 – 200
  • Autorimesse e parcheggi 50 – 100 – 100

Relativamente alla illuminazione d’emergenza e di sicurezza si applica quanto prescritto nel Decreto Ministeriale 246/87 (ed è richiesto per edifici con altezza antincendio superiore a 32 metri).

Nel 1994, come accennato, è entrata in vigore la norma UNI 10380 relativa “all’illuminazione di interni con luce artificiale” e che viene applicata agli impianti nuovi e alle trasformazioni radicali degli impianti esistenti. Nella norma si prescrive che l’illuminazione della zona di transito (atri, scale, corridoi) deve permettere il chiaro riconoscimento del percorso e dei punti di pericolo.

Impianto a terra

Impianto di terra
Lo scopo dell’impianto di terra è quello di assicurare alle masse elettriche (ad esempio gli stessi “fili”) lo stesso potenziale di terra, evitando così che le stesse masse che trasportano l’energia elettrica possano trovarsi in tensione, infatti i cavi in tensione assumono un determinato potenziale elettrico rispetto al terreno (230V nel caso delle abitazioni civili).

In seguito a guasti possono instaurarsi situazioni di pericolo quando porzioni dell’impianto elettrico (che normalmente non sono in tensione, come le porte del vano ascensore) acquisiscono una differenza di potenziale (rispetto al terreno).

L’impianto di messa a terra permette, dunque, di evitare la folgorazione.
Il D.P.R. 547/55, il Decreto n. 37 del 22 gennaio 2008 ne impongono l’installazione a norma CEI 64-8/4, questo aspetto è fondamentale per la sicurezza di tutti i Condòmini, ma assume una particolare connotazione qualora il condominio abbia del personale dipendente (ad esempio il portiere), per cui è necessario considerare anche il Decreto Legislativo 624/94 e successive modificazioni.